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Scuola Elementare, Modena

Concorso Internazionale Ospedale della Misericordia, Parma

Straordinario episodio architettonico e simbolo di quanto una civitas sia capace di produrre quando aggregata, motivata e ben guidata, l'Ospedale Vecchio di Parma, fin dal nucleo duecentesco e poi in tutte le successive fasi evolutive, è stato elemento fondante l'impianto urbano dell'Oltretorrente e di aggregazione sociale per l'intera città fino alla chiusura novecentesca.

Il suo recupero, restauro e riuso è opera irrinunciabile e decisiva per il raggiungimento di obiettivi qualitativamente rilevanti nella ricerca del nuovo ruolo da attribuire al centro storico e, in definitiva, all'intero ripensamento del modello di sviluppo della città. Si propone di legarne il riuso ai contenuti della "città della comunicazione" (e "della memoria", "della carta") che si vorrebbe articolata all'interno insieme con i servizi, i luoghi di pausa e di ristoro con le attività a reddito correlate e compatibili.

Concorso Internazionale Convento di San Paolo, Parma

Si vuole recuperare l'antico e, in parte, fatiscente complesso conventuale di San Paolo posto al centro del nucleo storico della città di Parma, per destinarlo ad uso mussale, ospitando le più significative raccolte civiche d'arte.

Il progetto (capogruppo Guido Canali), vincitore del primo premio, punta in primo luogo ad aprire il sistema articolato di chiostri e giardini alla città, recuperando ad uso pubblico spazi di straordinaria qualitàarchitettonica, artistica ed ambientale in pieno centro storico.

La valorizzazione dei contenuti artistici del convento, a partire dalla eccelsa camera della Badessa affrescata dal Correggio, è obiettivo primario, assieme alla accuratezza del restauro. Il riuso museale rispetta caratteri e vocazioni degli spazi architettonici coniugandoli con i nuovi bisogni: il grande atrio multipiano, cuore distributivo del progetto, si ottiene rimuovendo le incongrue aggiunte novecentesche recuperando il primo cortile; i depositi si ricavano in nuovi ambienti climatizzati posti sotto il Chiostro Nuovo; ristoranti e biblioteche si affacciano sul giardino. Ma soprattutto si innesca uno straordinario insieme di percorsi che, attraversando chiostri e porticati, unisce la strada con il recuperato giardino arricchito dalle nuove serre, restituendo alla città un insieme storico di straordinaria qualità architettonica ed artistica, capace di ospitare nuove funzioni contemporanee in un contesto di alto standard funzionale.

Concorso Internazionale Ospedale di Santa Chiara – Pisa

L'Ospedale di Santa Chiara occupa l'intera porzione Nord del centro storico di Pisa e si affaccia direttamente su Piazza dei Miracoli, costituendone il limite meridionale. Oggi le strutture storiche, di proprietà dell’Azienda Ospedaliera e dell’Università, sono inadeguate per gli elevati standard tecnici e il livello di efficienza richiesti dai moderni edifici sanitari. 

Il progetto proposto è frutto di un’analisi storica, urbanistica, socio economica e di una ricerca sulle potenzialità che caratterizzano oggi la città di Pisa.

Mettere a sistema la capacità attrattiva di Piazza dei Miracoli è stato il target del progetto, unitamente con la volontà di proporre una operazione di recupero e riuso capace di costituire un modello sostenibile e di basso impatto ambientale a livello internazionale.

Il progetto suddivide il recupero delle aree in quattro grandi comparti:

- I "luoghi della contemplazione" comprende gli edifici che si affacciano su Piazza dei Miracoli: il quadrilatero ospedaliero antico;

- La "memoria delle mura" incernierato al riscoperto tracciato delle mura propone un quadrante di tipo turistico-ricettivo con annessi centro congressi, albergo cinque stelle e ricettività minore e/o diffusa;

- L’"ambito dello studio e della ricerca" comprende i padiglioni che attorniano la Scuola Medica;

- Ai "luoghi dell'abitare" corrisponde il quadrante meridionale con le cliniche degli anni '30 e successive ove ospitare il prevalente uso residenziale.

Il passaggio da area monofunzionale ospedaliera, di fatto esclusa dalla vita cittadina, a cuore vivo della città può essere il punto di svolta per ridefinire le prospettive dell'intera comunità.

Ma soprattutto l’affermarsi di una nuova parte di città gradevole e appetibile, che possa offrire un modello di bellezza, di efficienza, di sostenibilità, di savoir vivre all’avanguardia.

Concorso internazionale per la sede European Food Safety Authority, Parma

La Comunità Europea ha individuato Parma come sede della Authority per la sicurezza alimentare (European Food Safety Authority). Il bando di concorso richiedeva per la nuova sede EFSA circa mq 16000 di uffici e servizi oltre a residenze per mq 10800, terziario per mq 3600 e commerciale mq 3600. Il progetto (capogruppo Guido Canali), selezionato tra i 12 ammessi alla fase finale, ha proposto una torre di 80 metri studiata con il massimo di attenzione alla qualità ambientale, sia nella selezione di materiali e tecnologie ad alto rendimento tesi a minimizzare gli impatti generati, che nella ricerca del comfort degli interni. Risparmio energetico, utilizzo di fonti di energia rinnovabili, corretta gestione del ciclo dell'acqua e riduzione dei costi di generazione e di manutenzione sono risultati i contenuti chiave della proposta tecnica, mentre funzionalità e attenzione al dettaglio nel design degli spazi e la pervasiva presenza del verde, inusuale, sorprendente e particolarmente apprezzata dagli utenti di una "torre", hanno caratterizzato il contenuto architettonico.

Studio Zanlari Architettura

Lo spazio scolastico può diventare, dopo famiglia e insegnanti, il “terzo educatore” stimolando comportamenti socialmente corretti. Il nostro progetto intende accettare la sfida: trae origine dalla volontà di superare la identificazione della scuola con lo spazio della classe rivalutando le qualità spaziali di aree di connessione e gioco, biblioteca, laboratori, mensa e spazi esterni, a favore di modi d’uso più fluidi e intercambiabili.

La proposta concepisce la scuola innovativa come spazio piacevolmente abitabile, essendo i nuovi metodi di insegnamento sempre più centrati sull’allievo, sul lavoro d’equipe e sull’apprendimento diversificato. 

Pertanto si rende necessario e innovativo predisporre uno spazio per accoglienza e accompagnamento; un luogo di valorizzazione delle differenti lingue di origine dei bambini e un laboratorio aperto al quartiere per corsi di alfabetizzazione per la famiglie di immigrati. Abbiamo progettato allo scopo un ambiente dalla forte connotazione simbolica che abbiamo chiamato Logosfera “Dugongo”.

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